DUE ARRESTI NELL'AREA VESUVIANA

Loredana Monda

A Somma, a conclusione di una attività investigativa avviata dopo la segnalazione di una rapina aggravata, i carabinieri della locale stazione hanno sottoposto a fermo di indiziato di delitto il ventitreenne Davide Di Marzo, del luogo, considerato già noto alle forze dell'ordine.

Dopo l'espletamento di accertamenti tecnici e dopo l'individuazione fotografica mediante il sistema informatico "weblase", in uso alle forze dell'ordine, gli uomini della Benemerita si sono persuasi che il giovane fosse l'0autore della rapina che era stata segnalata, perpetrata ai danni di una trentaseienne, egualmente del luogo, alla quale, in Via Santo Sperito, era stata sottratta la borsa, in cui erano custoditi un cellulare e trecento euro in contanti.

Per appropriarsi della borsa, il ventitreenne aveva, tra l'altro, malmenato la signora con un bastone, tanto da costringerla a ricorrere alle cure dei sanitari dell'ospedale "Apicella" di Pollena trocchia, dove le è stata riscontrata una contusione alla regione facciale, guaribile in cinque giorni. Ulteriori indagini dei carabinieri hanno, poi, permesso di accertare che il fermato, in data 24 marzo 2008, si era reso responsabile di altra rapina, questa volta, ai danni di una sessantunenne del luogo, alla quale aveva sottratto la borsa, in cui erano custoditi cento euro in contanti, dopo averla percossa con un bastone (la signora era ricorsa a cure mediche alla clinica "Trusso" di Ottaviano: le erano state riscontrate contusioni multiple al corpoo e alla regione facciale, guaribili in sette giorni). A seguito dell'esecuzione del fermo di indiziato di delitto, il ventitreenne è finito, dunque, in carcere. E' stato, infatti, tradotto a Poggioreale.

Ad un'altra storia, invece, di violenza e di soprusi perpetrati all'interno delle mura domestiche è stata posta fine dall'intervento dei carabinieri a Sant'Anastasia. I militari dell'Arma della locale stazione hanno, infatti, arrestato, in stato di flagranza di reato, un quarantaquattrenne del luogo, considerato già noto alle forze dell'ordine, ritenuto responsabile di estorsione continuata in ambito familiare. Nella circostanza, i carabinieri, nel transitare in Via Umberto, hanno notato l'uomo, mentre gli era consegnata dal figlio ventenne una busta contenente settecentocinquanta euro.

Il contegno dei due ha insospettiti i militari dell'Arma che sono intervenuti. Accertamenti, effettuati nell'immediatezza del fatto e una successiva denuncia presentata ai carabinieri, hanno fatto emergere che, dopo la separazione dalla consorte quarantaduenne, l'uomo aveva già preteso, indebitamente, senza ottenerle, ingenti somme di denaro. I controlli hanno fatto scattare le manette ai polsi del quarantaquattrenne, egualmente finito a Poggioreale.

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