POMILIA: ARRESTATI I VERTICI E SEQUESTRATA LA SOCIETÀ

Loredana Monda

Il 9 febbraio 2008, Pomigliano si è risvegliata tra le operazioni dei carabinieri della Compagnia di Castello di Cisterna, al comando del capitano Orazio Ianniello.

Tre persone sono state arrestate nell'ambito di un servizio contro il cosiddetto racket delle pompe funebri. Colpita la società a responsabilità limitata "Pomilia". Sono stati colpiti, infatti, da un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per estorsione aggravata dal metodo mafioso, il settantaquattrenne Vincenzo Foria, il cinquantaduenne Giovanni Foria (titolari) e il quarantasettenne Rocco Piccolo (presidente del consiglio di amministrazione dell'impresa di onoranze funebri), il primo e il terzo incensurati, il secondo ritenuto già noto alle forze dell'ordine.

Con l'ordinanza è stato disposto, inoltre, il sequestro preventivo della "Pomilia" e di altro capitale riconducibile ai tre arrestati. Il provvedimento restrittivo, eseguito dai militari dell'Arma, emesso dal giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, è scaturito da pregresse attività di indagini degli stessi carabinieri.

Nel corso di prolungata e articolata attività investigativa inerente i movimenti e le questioni di interesse dei sodalizi di stampo camorristico attivi nell'hinterland napoletano, è stato accertato che gli arrestati avvalendosi della loro appartenenza al clan Foria, avevano imposto a ditte concorrenti nei servizi funebri per gli affari, su Pomigliano e su Casalnuovo, di utilizzare i veicoli e le bare forniti dalla "Pomilia", di cui risulterebbero, a dire degli inquirenti, effettivi amministratori, nonostante una formale intestazione a terzi. Le indagini sono partite a settembre scorso.

Sono supportate da intercettazioni telefoniche e ambientali. Ha permesso di accertare quanto si verificava sulle due citate cittadine in ordine alla gestione delle attività e dei servizi legati al cosiddetto "caro estinto", lasciando spazio anche al predetto sequestro preventivo. Il patrimonio sequestrato consiste in tutte le quote della società di servizi funebri "Pomilia", nel denaro contante per 566mila euro, in tre agenzie di onoranze funebri a Somigliano e Casalnuovo, in quattro cavalli, in tre furgoni, in due carri, in 140 bare e altri beni mobili e immobili riconducibili alla società, per un valore commerciale stimato intorno 4 milioni di euro. Tutti i beni sequestrati sono stati affidati ad un consulente nominato, dall'autorità giudiziaria, amministratore e custode.

Con la conclusione delle indagini e l'operazioni della mattinata del 9 febbraio, i carabinieri rimarcano, quindi, ancora una volta la presenza su Pomigliano e sui territori limitrofi di un clan Foria, strettamente legato all'azione dell'omonima famiglia operante nel settore delle onoranza funebri da decenni e decenni. Si tratta di un clan protagonista di una sanguinosa faida di camorra risalente alla fine degli anni Ottanta - inizio anni Novanta, che ha avuto come teatro delle operazioni molte cittadine del comprensorio, coinvolgendo numerosi altri gruppi alleati o contrapposti, spesso ruotanti intorno a grossi cartelli quali la "Nuova Famiglia" di Alfieri. Si tratta di un clan che era stato, tuttavia, definito, fino ad alcuni mesi fa, praticamente inattivo da lungo tempo.

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