SANT'ANASTASIA, ARRESTATO UN DIPENDENTE COMUNALE

Loredana Monda

I carabinieri del nucleo operativo del Reparto Territoriale di Castello di Cisterna, agli ordini del maggiore Fabio Cagnazzo e coordinati dal tenente - colonnello Antonio Iannece, sulla scorta di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Napoli, Antonella Terzi, in accoglimento di una richiesta avanzata dal pubblico ministero della Direzione distrettuale antimafia di Napoli, Vincenzo D'Onofrio, hanno arrestato il quarantottenne Antonio Fusco.

L'uomo, dipendente del Comune di Sant'Anastasia, è stato ritenuto responsabile dei reati di associazione per delinquere di stampo camorristico, di detenzione di armi e di estorsione in danno di un commerciante di Somma Vesuviana. Il quarantottenne avrebbe agito in concorso con altre persone già tratte in arresto, sempre dai carabinieri del Territoriale, il 28 agosto 2006, a Somma Vesuviana.

In detta circostanza, nel quadro di una più ampia attività di indagine tesa al contrasto del fenomeno estorsivo da parte di appartenenti al sodalizio dei Panico, operante su Somma Vesuviana e sui territori limitrofi, finirono, infatti, in manette il ventiquattrenne Antonio Sannino e il ventiseienne Raffaele Manfellotto, entrambi già noti alle forze dell'ordine, ritenuto vicini proprio al clan Panico. Furono ritenuti responsabili di concorso in detenzione e in porto illegale di armi e di munizioni, nonché di estorsione ai danni di un commerciante di Somma Vesuviana, dal quale pretendevano, il pagamento di mille euro mensili, per la tranquilla prosecuzione dell'attività.

All'epoca era stata riconosciuta loro l'aggravante dell'articolo 7 della legge 203/91. Nella citata circostanza, i carabinieri trovavano i due uomini in possesso di un revolver di marca "Rossi", di fabbricazione brasiliana, calibro 38 special, completo di 5 proiettili, nonché di un revolver, di marca "Arminius", di fabbricazione tedesca, calibro 38 special, completo di 6 proiettili. Tutto era posto sotto sequestro. Successivamente, altre indagini portarono al Direzione distrettuale antimafia all'emissione di un decreto di fermo anche a carico di altri soggetti ritenuti appartenenti al sodalizio dei Panico. Furono, così, rintracciati anche il cinquantunenne Antonio Sabbatino e il trentenne Ciro Perillo.

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