BRUSCIANO: TORNA A CASA L'ECCE HOMO.

Loredana Monda

Era stato rubato la notte tra il 5 e il 6 gennaio del 2006. E' stato ritrovato, per un caso fortuito, da uno sconosciuto in un mercatino delle pulci di Napoli. L'anonimo che l'ha rivenuto, ha avuto cura di depositarlo, domenica scorsa, sulla soglia della chiesa Santa Maria delle Grazie.

Parliamo dell'icona del volto dell'Ecce Home, che ritorna a Brusciano, a quasi due anni di distanza dalla trafugazione. Parliamo di un quadro che era stato portato via dalla Croce di Casoromano, dove era da una cinquantina di anni, che era oggetto di devozione popolare. Lo sconosciuto che ha riportato in città l'opera, con una lettera indirizzata a don Michele Lombardi, ha chiesto di dare la bella notizia alla comunità dei fedeli e ai giornali.

Don Michele, attraverso la collaborazione dello studioso di storia locale, il sociologo Antonio Castaldo, si è messo in contatto con i residenti di Via Bologna, nel borgo antico di Casoromano, per avere la conferma dell'appartenenza di quella immagine al luogo di origine che ricorda una missione religiosa del 1884 con l'installazione della Croce. Secondo lo stesso Antonio Castaldo "L'immagine sacra è una copia ad olio fatta nel 1959 da Carmine Crispo. Il soggetto originale è in possesso, da generazioni, di una delle famiglie di Casoromano. Altissimo è il valore affettivo e religioso dato ad essa dai bruscianesi".

Ora, tutti hanno salutato con rinnovata emozione l'Ecce Homo che rimarrà in custodia alla Chiesa Madre di Via San Francesco. Don Michele sta già pensando ad una speciale messa di ringraziamento. Tra i residenti di lunga data del Casoromano, troviamo Zì Maria Di Maio (a' Sciumara), che ha espresso calde parole di commozione, miste a stupore affermando che per lei "è stato come quando abbandonano una creatura all'ingresso di una chiesa e per non farla morire la lasciano alla pietà ed alla misericordia del prossimo cristiano".

Altro fedele storico del luogo, Zì Faluccio, al secolo Raffaele Toppi, ha chiesto "ricordare a tutti che quello è il volto del Cristo di Casoromano ovunque esso verrà custodito". Chi ha recuperato l'opera d'arte è stato abile ad ottenerne la restituzione, generoso a riconsegnarlo alla comunità religiosa. Timoroso, "per evitare equivoci", ha lasciato, però, scritto di preferire l'anonimato.

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