NECROPOLI: LA SOVRINTENDENZA SOSPENDE I LAVORI PER IL PIP

Loredana Monda

"Nel comune di Marigliano (Na), durante i lavori di scavo per la costruzione di un collettore fognario, sono state rinvenute una serie di strutture relative ad una villa con annessa necropoli, databile tra il IV secolo a.c. e l'epoca romana.

Ai sensi dell'art. 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137 la Sovrintendenza per i beni archeologici delle province di Napoli e Caserta ha disposto la sospensione dei lavori di scavo ed il Comune campano, ottemperando all'ordine, si è reso disponibile, di concerto con la locale Sovrintendenza, alla salvaguardia del sito.

A seguito di incontri effettuati con i funzionari del comune di Marigliano e della ditta affidataria dei lavori, la Sovrintendenza, presa conoscenza anche del progetto di realizzazione del piano degli insediamenti produttivi, ha comunicato il programma di esplorazione archeologica necessario per portare in luce il sito.

Una volta rilevata la consistenza, l'estensione e l'importanza dell'area archeologica, potranno essere definite, d'intesa con l'amministrazione comunale, le modalità per la conservazione e valorizzazione nell'ambito di una prospettiva di sviluppo culturale".


E' il contenuto di un documento del Ministero per i beni e per le attività culturali, datato 21 giugno 2007, a firma del sottosegretario di Stato Danielle Mazzonis. L'atto risponde all'interrogazione parlamentare al ministro competente Francesco Rutelli, presentata dal deputato Paolo Russo (Fi).

Non solo, con detto testo il ministero conferma le notizie riportate a mezzo stampa della presenza di una necropoli, ma riferisce addirittura anche dell'esistenza di una villa nell'area del piano degli insediamenti produttivi. Stando in tal modo le cose, apparirebbe evidente che il prosieguo dei lavori di realizzazione del piano degli insediamenti produttivi, l'impianto di aziende, la vocazione dell'area sono strettamente legate all'estensione, all'importanza del sito archeologico, che è bene culturale dello Stato, assoggettato alla salvaguardia dalle leggi vigenti.

Tutto è subordinato alla conservazione, alla tutela e alla valorizzazione della villa e della necropoli e di ogni altro reperto dovesse venire alla luce. Le informazioni fino ad ora raccolte vanno a smentire quanti avevano negato, nonostante le notizie sulla storia cittadina considerato un accampamento romano, la possibilità dell'esistenza di insediamenti che consentissero d'imperniare lo sviluppo sul recupero e sulla valorizzazione dei beni culturali, piuttosto che sull'industria, sull'agricoltura, sull'artigianato e sul commercio.

La nostra zona, sostenuta dalla storia che sembra ribellarsi alla stoltezza degli uomini, ha la grande occasione di dimostrare di poter avere una vocazione turistica al pari di altri territori campani. Il territorio può dimostrare che non è sua attitudine diventare la pattumiera della Regione, con discariche autorizzate e non autorizzate, con aziende o con impianti di trattamento e di smaltimento dei rifiuti.

La nostra storia sta impartendo un'importante lezione: lo sviluppo non può prescindere dal rispetto della cultura e delle tradizioni di un popolo, di un'area geografica.

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