ASSISE DI MARIGLIANO: QUADRO ALLARMANTE PER LA CITTÀ

Loredana Monda

Si è tenuto l'incontro su ambiente e rifiuti promosso dal comitato di tutela della salute pubblica presieduto da Nunzia Lombardi. Scopo dell'iniziativa richiamare l'attenzione collettiva, senza allarmismi ma con disincanto, sulle condizioni in cui versa il territorio che appaiono influire negativamente sulla salute dei cittadini, nonché su alcune questioni quale le ipotesi di realizzazione di un sito di compostaggio o di un sito di dissociazione molecolare in zona, l'allocazione di una azienda di trattamento di rifiuti di natura chimica.

All'incontro, Andrea Bianco, presidente dell'associazione medici acerrani, ha fornito dei dati più o meno già noti raccolti dall'azienda sanitaria Napoli 4 sull'incidenza di particolari patologie su questo territorio. Fino ad ora alto era risultato il livello di attenzione rispetto all'incidenza di patologie epatiche e tumorali, attraverso la relazione del dottore si apprende che fonte di preoccupazione può essere anche l'elevata incidenza sul solo distretto di Acerra di soggetti affetti da malformazioni fisiche. Sono stati registrati casi che in termini percentuali superano la media nazionale.

Stiamo parlando di una porzione di territorio inserito in quello che è stato definito il "triangolo della morte" dove è stata riscontrata la presenza di diossina. Stando a quanto è emerso, proprio sulla scorta di certi dati di fatto, il comitato aveva chiesto l'attivazione di attività di analisi del sangue dei cittadini disposti a sottoporsi a controlli per verificare il tasso di diossina presente nell'organismo di volta in volta monitorato. A rispondere alla sollecitazione il "Pascale" di Napoli, che effettivamente ha cominciato ad effettuare detto genere di accertamenti su richiesta degli interessati. I costi delle analisi risultano, però, ancora troppo alti per essere sempre accessibili a tutti.

Un obiettivo, quindi, è di riuscire a concedere accesso al maggior numero di persone, attraverso altre pubbliche sollecitazioni agli enti e agli organismi che posso intervenire predisponendo accertamenti a costi più contenuti. Il comitato si riunirà ancora stasera per organizzare una manifestazione pubblica in città che richiami l'attenzione dei residenti e delle istituzioni su dette questioni, ma anche sulle ipotesi di realizzazione di vari impianti di trattamento rifiuti.

Allo stato attuale, il comitato non sarebbe propenso a sostenere la realizzazione di un impianto di dissociazione molecolare, che da studi effettuati e da contatti con esperti, sarebbe risultato costoso perché fondato su avanzata tecnologia. A preoccupare il comitato la gestione quasi certamente in capo a provati che a fronte di costi elevati di realizzazione, dopo aver investito mirano ad introitare.

Si tratta, tra l'altro, di un impianto che, ad avviso del comitato, renderebbe inutile la raccolta differenziata, non porterebbe ad una reale riduzione delle porzioni di rifiuto più difficilmente smaltibili e che non esclude l'inceneritore. Il suo funzionamento sarebbe strettamente legato, inoltre, al trattamento di rifiuti di tipo industriale. Contrario il comitato anche rispetto all'impianto sul territorio di aziende di trattamento di rifiuti chimici.

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