PIP: ACCORDO REGIONE, PROVINCIA, COMUNE?

Loredana Monda

Per l'area del piano degli insediamenti produttivi, la Giunta provinciale ha varato una delibera.

Potrebbe essere considerato un atto d'indirizzo politico, visto che, oltre a riferire della transazione da sottoscrivere per dirimere la controversia tra Provincia e Comune che si trascina da lungo tempo, fornisce indicazioni sulle modalità di gestione.

Sono, indicate, ad esempio, altezze e distanze. La Provincia di Napoli chiede che nell'area industriale vi siano imprese a basso impatto ambientale, anche in considerazione delle problematiche che già attanagliano l'area. Chiede attenzione ai suoli agricoli. Guarda con favore all'ipotesi di ripresa di vecchie colture e di introduzione di nuove. Guarda, ancora, con favore all'impianto di sistemi di produzione di fonti energetiche alternative.

Preferisce non sbilanciarsi molto l'assessore provinciale all'urbanistica Francesco Moccia (Ds), che spera che la transazione vada in porto. La Provincia di Napoli è in attesa, infatti, delle decisioni del Comune di Marigliano, che non ha ancora apposto la firma all'atto transitivo.

"Il contrasto tra Provincia e Comune si era trasformato in lite giudiziaria. Siamo di fronte ad una situazione non recente - ha affermato l'assessore Moccia - ma che si è venuta a creare molti anni fa. Negli ultimi tempi abbiamo lavorato a tutti i livelli per cercare di dirimere le controversie, ritenendo che non sia gradevole ritrovarsi con due enti locali che dovrebbero lavorare in sinergia e che si fanno, invece, la guerra".

L'assessore provinciale è consapevole del fatto che non sia guardato con favore da tutte le forze politiche il ridimensionamento dell'area del piano degli insediamenti produttivi di Marigliano. L'area era la più estesa del comprensorio. Con la transazione andrebbe a ridursi di un terzo. Sarebbero, infatti, sottratti cinque ettari di terreno. Secondo l'assessore Moccia, il ridimensionamento non danneggerebbe, però, lo sviluppo del territorio. "Con un'oculata gestione, l'area che resterebbe, seppur ridotta risponderebbe, comunque, alle esigenze di sviluppo del territorio. Consentirebbe all'amministrazione di portare avanti i proprio programmi. Senza ombra di dubbio consentirebbe un insediamento di imprese, come un nuovo impulso alle attività agricole, anche attraverso il miglioramento dei sistemi di coltura. Produrrebbe nuova occupazione". L'area del piano degli insediamenti produttivi cittadina andrebbe ad affiancare altre realtà produttive dell'intero comprensorio perseguendo uno sviluppo organico. Nella bontà degli intenti della sottoscrizione di una transazione crede fortemente l'assessore Moccia. La transazione segnerebbe la conclusione dei contrasti tra i due Enti. Chiuderebbe una fase di trattativa, che non può essere considerata solo urbanistica. Si assisterebbe, infatti, ad un periodo di svolta, caratterizzato da una reale collaborazione tra Regione, Provincia e Comune.

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