E IO, INVECE, PARLO!

Loredana Monda

Se da un lato Antonio Sullo e Luigi Caprio ribattono alle dichiarazioni dei giorni scorsi del segretario del PdCI, dall'altro lato Nello Di Palma incalza utilizzando l'arma della sottile ironia.

Gli assessori dimissionari, ribadendo che le dimissioni non sono un ricatto , ma un atto di coerenza, hanno affermato: "Quando a parlare è l'esponente di un partito privo di rappresentanti in consiglio ed in giunta non meraviglia l'infondatezza delle dichiarazioni. Chi, come Nello Di Palma, è estraneo ed ignaro della gestione della macchina amministrativa farebbe meglio a tacere evitando affermazioni inutili, pretestuose e del tutto incapaci di arricchire il dialogo politico".

Di Palma ha replicato: "Si ringraziano gli assessori dimissionari dell'Udeur. Con la nota di risposta alle mie dichiarazioni sulla crisi politico - amministrativa, hanno impartito, a me e ad altri, una lezione di alta democrazia. Abbiamo appreso, che, nonostante i principi e le disposizioni su cui si fonda la nostra Carta Costituzione, non è consentito ai partiti piccoli o privi di rappresentanza in consiglio o in giunta di esprimersi, anche se oltre a ben conoscere i meccanismi della pubblica amministrazione, hanno contezza del contenuto di delibere e di atti vari, prodotti in un anno e mezzo di fallimentare gestione Corcione.

A questo punto, si deve ritenere che, se non può parlare un partito, la parola sia negata anche ai cittadini, che egualmente non hanno rappresentanza e che si muovono in un contesto in cui vige il divieto di mandato imperativo. Senza dubbio siamo di fronte alla democrazia esercitata da chi chiede collegialità e condivisione nelle scelte amministrative. All'Udeur si rende, comunque, noto, qualora non l'avesse notato, che il partito dei Comunisti Italiani, benché non avvezzo ai continui ricatti morali, non ha un ruolo marginale a livello nazionale. Può vantare, anzi, una percentuale superiore a quella dello stesso partito dell'Udeur.

Volendo sindacare oltre, se il partito dei Comunisti Italiani avesse anche lontano pensiero di sostenere ancora l'amministrazione (si tratta di un'ipotesi irrealizzabile), potrebbe vantare la presenza in consiglio comunale di un gruppo di maggioranza, "Uniti per Marigliano", costituito da persone elette all'interno dell'omonima lista, riformista e progressista, che ha visto la partecipazione anche del PdCI.

In conclusione, si sottolinea che, benché sia stata posta una questione prima di tutto morale, riguardante un assessore dimissionario gravato da sentenza di fallimento, mancano, nel comunicato di risposta, riferimenti al pronunciamento del marzo 2005 della sezione fallimentare del Tribunale di Nola. Che dire, nonostante oltre quarantotto ore di riflessione, siete rimasti senza parole sull'argomento?".

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