PACS: MOZIONE IN CONSIGLIO COMUNALE

Loredana Monda

Una mozione da portare in consiglio comunale, che serva a riconoscere, così come è accaduto in realtà italiane quali Padova, i diritti di competenza dei Comuni alle coppie di fatto, siano esse eterosessuali o omosessuali.

A lanciare la provocazione dai toni forti, in un clima di contrapposizioni e battaglie ideologiche sul controverso tema dell'introduzione dei "patti" nel sistema giuridico italiano, il segretario del partito dei Comunisti Italiani, Nello Di Palma. "Ne proporremo - afferma l'esponente politico - la presentazione in consiglio comunale".

Si chiede, in sostanza, che il sindaco e la giunta municipale prevedano l'ipotesi di rilascio da parte dell'ufficio anagrafe di un attestato di famiglia fondata su legami affettivi.

"Si tratta di un provvedimento diverso dal registro delle coppie di fatto che, invece, non si colloca nella sfera anagrafica. La certificazione affettiva è già prevista dalla legge del 1954 che - spiega Nello Di Palma - disciplina l'organizzazione dell'anagrafe comunale".

Il segretario del Partito dei Comunisti Italiani ritiene che l'Italia non faticherebbe molto ad essere al passo, sotto il profilo giuridico, con altri Stati Europei se le leggi vigenti, a cominciare dalla Costituzione, fossero interpretati tenendo conto del fondamento laico del nostro sistema repubblicano. Nello Di Palma afferma:

"La nostra Carta Costituzionale è talmente moderna che non abbisogna di modifiche per riconoscere uguali diritti a tutti i cittadini. Il dato politico più rilevante di ciò che è stato conquistato a Padova è che il provvedimento è stato votato dal centrosinistra e da buona parte del centrodestra, tutto ciò ci sembra di buon auspicio, perché anche il Parlamento possa finalmente varare una legge che in molti aspettano da anni.

Il consiglio comunale di Padova ha agito in conformità ad un comportamento politico laico e democratico, contrariamente a quanto si sta verificando a Roma, dove la parte più oscurantista del Paese pretende di imporre i propri precetti religiosi, il proprio impianto etico e ideologico per impedire allo Stato di sostenere le famiglie, a prescindere da scelte personali, riconoscendone l'apporto comunque garantito allo sviluppo sociale

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright MARIGLIANO.net


Leggi tutti gli articoli di >>




Articoli correlati



Altro da questo autore