NELLO DI PALMA:IL RITIRO DEGLI ASSESSORI UN RICATTO MORALE

Loredana Monda

Mancano novità sulla crisi politico - amministrativa detarminata, questa volta, dalla remissione di deleghe degli assesori dell'Udeur.Mancano anche commenti ufficiali dell'opposizione di centrodestra sullo stato di cose.

A qualche altra forza politica di sinistra esterna all'amministrazione appaiono,però, strane le ragioni della crisi in corso e le motivazioni addotte dal partito di maggioranza relativa circa la remissione di deleghe dei suoi due assessori, stigmatizzate nella nota ufficiale, protocollata al Comune, in data 11 gennaio 2007.

Il segretario dei Comunisti Italiani, Nello Di Palma, afferma: "L'Udeur sostiene che "la sofferta decisione trova motivazione nella constatata e reiterata impossibilità di pervenire ad un efficace confronto democratico e nell'inconciliabilità del modus operandi del sindaco, poco congeniale a decisioni necessariamente concertate e collegiali". In verità, gli atti, prodotti in un anno e mezzo di amministrazione, dicono che l'Udeur non ha avuto un ruolo marginale nelle scelte che sono state operate riguardo a questioni piuttosto rilevanti.

I suoi assessori hanno affiancato il sindaco, ad esempio, alle conferenze con l'Ato3 per il cambio di gestione del servizio idrico integrato e agli incontri con l'Agenzia di Sviluppo dell'Area Nolana per altre questioni, come la realizzazione del piano degli insediamenti produttivi. Hanno collaborato con altri assessori ad esempio per la realizzazione del sito di stoccaggio e per la riqualificazione del comparto 219. I due assessori avevano deleghe importanti. Risulta - basta guardare i nominativi e le appartenenze - che il partito si sia espresso sugli incarichi professionali". In conclusione, Nello Di Palma torna sulla questione morale, a cui i Comunisti Italiani fanno riferimento sin dall'inizio della legislatura.


Il segretario del PdCI asserisce:"Da tempo, i Comunisti Italiani non sostengono il sindaco e l'amministrazione, ma sono onesti, coerenti ed obiettivi. Il ritiro dei due assessori suona come un ricatto morale, esercitato a danno del capo dell'esecutivo, da una forza politica che, tenendo conto delle normative vigenti in Italia sui requisiti di elettorato attivo e passivo, si dovrebbe preoccupare di accertare quali conseguenze ha avuto una sentenza di fallimento, emessa in data 16 marzo 2005 e deposita alla cancelleria del Tribunale di Nola in data 24 marzo 2005, che grava su un assessore dimissionario.

Potrebbe non essere scattata la perdita di elettorato attivo e passivo, né prima né dopo le ultime elezioni, ma resterebbe lo sconcio sotto il profilo morale dell'affidamento della gestione della cosa pubblica a chi non ha saputo amministrare il proprio. Si gioca sulla pelle dei cittadini. Mentre i partiti di maggioranza scherzano, la città, infatti, langue e resta in attesa di risposte ".

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