DOMUS CONTRO IL COMUNE DI MARIGLIANO

Loredana Monda

La parola al Tribunale amministrativo regionale. Nel dicembre 2006, si è tenuta una nuova udienza sul merito presso la seconda sezione del Tar Campania.

Per sapere se la società edile potrà realizzare, in Via Dante, sul territorio cittadino, un complesso residenziale, costituito da appartamenti e da villette a schiera è necessario attendere l'emissione della sentenza, prevista tra febbraio e marzo.

Qualora il procedimento dinanzi al Tribunale amministrativo regionale dovesse concludersi con esito sfavorevole all'ente locale, verosimilmente il Comune deciderà di ricorrere al Consiglio di Stato. La questione era già stata posta all'attenzione del Tar Campania l'anno scorso. La seconda sezione, con un collegio composto dai magistrati Antonio Onorato, Andrea Pannone e Paolo Severini, nel marzo 2005, aveva accolto il ricorso promosso dalla Domus, condannato il Comune, oltre che alla liquidazione delle spese legali, al pagamento dei danni a favore della ditta.

La Domus aveva chiesto l'annullamento del procedimento del responsabile dell'area urbanistica del Comune protocollato in data 27 febbraio 2002 e notificato in data 30 marzo 2002 avente ad oggetto la decadenza della società dalla concessione edilizia n. 87/97, della deliberazione commissariale n. 145 del 13 dicembre 2001, mai comunicata, contenente direttive attinenti la disciplina urbanistica vigente dell'ente, di ogni altro atto presupposto, connesso o conseguente e comunque lesivo degli interessi della ditta, oltre che il risarcimento dei danni per l'azioni esperite dalla pubblica amministrazione.

Relativamente al predetto procedimento, probabilmente non ha giovato al Comune la mancata costituzione in giudizio, non consentendo di approntare una compiuta linea difensiva. La questione è approdata al Consiglio di Stato nell'agosto successivo. Il Comune si è avvantaggiato di una rinuncia alla sospensiva da parte della ditta. Nel periodo seguente, è intervenuto un ritiro di concessioni edilizie, tra cui quella riguardante la società, da parte dell'area gestione tecnica del Comune. La Domus ha ricorso nuovamente al Tribunale amministrativo regionale. Questa volta, il Comune di è costituito in giudizio.

E' rappresentato legalmente dall'avvocato Giuseppe Romano. Si attende, quindi, la sentenza dopo l'udienza sul merito del dicembre scorso, che vede lo stesso collegio giudicante della stessa sezione del Tar che si era pronunciata in passato sulla questione alle prese con la medesima controversia.

Se il Comune dovesse soccombere al Tribunale amministrativo regionale e al Consiglio di Stato e se la società riuscisse a costruire il complesso residenziale non solo sarebbero ulteriormente ridotti, a svantaggio della collettività, i vani ancora realizzabili, ma gli immobili sorgerebbero in un area che stando ad un vecchio progetto, peraltro finanziato, varato anni fa, dall'amministrazione di centrosinistra guidata dal sindaco Rocco Roberto Caccavale, doveva sorgere un parco, denominato "Castello - Ferrovia", con il quale alla città sarebbe stato garantito un polmone verde.

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