SITO DI STOCCAGGIO ISPEZIONATO DALLE FORZE DELL'ORDINE

Loredana Monda

Sito di stoccaggio: nuovo sopralluogo. Nella mattinata di lunedì sull’area sequestrata, su autorizzazione della Procura della Repubblica di Nola, hanno messo nuovamente piede personale dell’Arpac, personale dell’Asl Na4, uomini del Noe di Napoli, il sindaco, gli assessori alle finanze e all’ambiente, il comandante della polizia municipale, il comandante della locale stazione dei carabinieri.

Obiettivo: caratterizzare la tipologia di rifiuti e fare il punto sulla quantità di rifiuti contenuta nei cassoni custoditi nell’area individuata dall’amministrazione del piano degli insediamenti produttivi ai fini dello smaltimento. Da fonte certa ed attendibile, si apprende, però, che alla magistratura non è stato fatto pervenire ancora nessun programma di conferimento che possa portare, chiuse le indagini avviate, allo smaltimento dell’immondizia in giacenza.

Nella mattinata di ieri, per questioni puramente burocratiche non erano pervenute le relazioni degli organi competenti sull’esito dei controlli effettuati. Si apprende, inoltre, che i custodi giudiziari del sito fino ad ora individuati sono quattro. Inizialmente, concordemente con la Procura della Repubblica di Nola rivestivano tale ruolo gli assessori alle finanze e all’ambiente (il primo in qualità di vice sindaco, che all’epoca del sequestro sostituiva il capo dell’esecutivo all’estero per motivi di lavoro).

Successivamente sono stati nominati custodi giudiziari il sindaco ed il comandante dei vigili urbani a causa di una presunta variazione dello stato dei luoghi riscontrata successivamente al controllo sul sito antecedente quello dell’altro ieri. E’ certo che, dopo il sequestro del sito di stoccaggio tuttora sigillato, a ricevere avvisi a comparire non sono stati, comunque, solo gli assessori alle finanze e all’ambiente.

Destinatario anche il sindaco (all’epoca dei fatti negli Stati Uniti). Nell’ordinanza del giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Nola, Francesco Gesuè Ulmo, datata 17 novembre 2006, si legge: “Esposito Concione Felice + altri, in atti generalizzati”. Dall’atto si apprende, inoltre, che oggetto di sequestro preventivo, contestuale alla convalida del sequestro operato dal Noe, sono stati oltre al sito di stoccaggio nell’area Pip, anche un sito di trasferenza ubicata in Via Nuova del Bosco nei pressi della stazione delle Ferrovie dello Stato e un autocarro in uso ad una ditta diversa da quella che si occupa delle servizio d’igiene urbana che aveva, però, il mezzo in uso.

L’amministrazione sta, intanto, facendo il possibile per tenere pulita la città continuando a prelevare i rifiuti che sono, tuttavia, conferiti in maniera indifferenziata al Cdr. L’intera vicenda sta determinando un crollo della raccolta differenziata che aveva nuovamente raggiunto quote apprezzabili.

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