LA SOVRINTENDENZA: È ALTA L'ATTENZIONE PER MARIGLIANO

Loredana Monda

E’ certo che d’interesse degli uffici della Sovrintendenza per i beni e per le attività culturali di Napoli, che si sta organizzando per procedere con sopralluogo sul territorio, non siano solo singoli palazzi, ma l’intero centro storico cittadino.

Il nuovo funzionario di zona, dopo l’avvio delle procedure di vincolo per quattro immobili, tre dei quali ubicati proprio nel centro storico (Delle Ornie Catalane, Nicotera e Griffo)sta focalizzando l’attenzione sull’intero nucleo antico. La sovrintendenza appare intenzionata ad avvantaggiarsi per portare avanti la propria azione che della variante redatta dall’architetto Miano e delle norme di salvaguardia con essa scattate. E’ forte l’attenzione per l’urbanistica.

Una conferma è data anche dal rilancio dell’azione della Sovrintendenza. In questo contesto, continua a non demordere il senatore Tommaso Sodano (Prc), che, come la Sovrintendenza, si è soffermato sul centro storico di Marigliano, presentando anche un’apposita interrogazione, che affianca tutte le altri riguardanti precisi immobili o il borgo antico di Lausdomini. Nel suo atto d’iniziativa parlamentare, come sempre indirizzato ai ministri Rutelli e Pecoraro Scanio, ha chiesto delucidazioni in merito a ciò che intendano fare, anche di concerto con gli enti locali, per tutelare, restaurare e valorizzare l’area e le sue cinta murarie, nonché come intendano muoversi rispetto ad eventuali responsabilità amministrative.

Il senatore motiva le sue richieste, parlando delle origini romane del centro storico fino ad arrivare ai nostri giorni. Parla di “stillicidio di interventi abusivi” che alterano lo stato dei luoghi e che pregiudicato gli interventi di recupero del complesso murario del centro storico e degli immobili in esso compresi.

Poi scrive:“In particolare, la recente lottizzazione del terrapieno quattrocentesco, adibito ad orti e giardini con la costruzione di villette, ha causato un pesante degrado urbano ed ambientale; i nuovi manufatti edilizi, realizzati a meno di un metro dalle mura, sono stati costruiti in violazione agli strumenti urbanistici comunali, che, per la zona A-Centro storico definita “satura”, autorizzano soltanto la manutenzione ordinaria e straordinaria, il restauro, il risanamento conservativo e la ristrutturazione edilizia; gli interventi edilizi, non condonabili, hanno implicato, inoltre, un’arbitraria manomissione delle mura aragonesi: il fronte su via delle Carceri è stato parzialmente rivestito di intonaco e lungo il suo perimetro sono state sistemate lampade in plastica colorata con relativi impianti elettrici”.

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