PIP: QUALE FUTURO?

Loredana Monda

Ripetutamente l’amministrazione di centrosinistra guidata dal sindaco Felice Esposito Corcione ha pubblicizzato l’approvazione del primo stralcio del piano degli insediamenti produttivi, con la previsione di tre zone: industriale, commerciale ed artigianale.

E’ noto che nell’area destinata ad accogliere il piano degli insediamenti produttivi (che ha un’estensione superiore a qualunque altra del comprensorio) è stato realizzato un sito di stoccaggio dei rifiuti, autorizzato da Asl e da Arpac, per il quale il consiglio comunale ha dovuto, tra l’altro, approvare una variazione di bilancio su proposta della giunta municipale.

E’ noto che l’amministrazione intenda realizzare in una zona attigua al predetto sito di stoccaggio un’isola ecologica. Prima di altri, in più occasioni, il sindaco ha affermato che la realizzazione del piano degli insediamenti produttivi avrebbe consentito di venire incontro alle esigenze di tutte le attività artigianali a rischio di chiusura, essendo ubicate in zone non idonee per la tipologia di lavori espletati, attraverso una nuova localizzazione delle stesse.

Tralasciando le problematiche che hanno portato ad un blocco dei lavori, a questo punto viene naturale chiedersi in quale modo l’amministrazione intenda, nel futuro, conciliare la presenza nell’area degli insediamenti produttivi di attività che evidentemente hanno una natura eterogenea. In termini pratici, è naturale domandarsi se sarà considerata l’ipotesi d’impianto di una filiera.

Pare che non esista, infatti, un’idea precisa della tipologia di impresa di cui si intenda attirare l’attenzione per favorire investimenti, con una futura ricaduta sull’occupazione e sull’economia del territorio. Nelle ultime fasi di governo locale, l’amministrazione di centrosinistra guidata dal sindaco Rocco Roberto Caccavale, che molti affermano sia caduta proprio sul piano degli insediamenti produttivi, non si era, ad esempio, limitata a dire che nell’area industriale voleva attività che avessero un basso impianto ambientale. Aveva preso una serie di contatti per incoraggiare le imprese ad investire.

Aveva avuto buoni riscontri, tanto che era stata vagliata l’ipotesi di una filiera tessile, che avrebbe consentito l’allocazione in città in un enorme polo destinato anche alla ricerca, unico nell’intero Mezzogiorno. L’amministrazione di centrosinistra guidata dal sindaco Rocco Roberto Caccavale, sotto un profilo prettamente politico, sembrava avere le idee chiare.

Non si comprende, invece, in quale modo l’amministrazione di centrosinistra guidata dal sindaco Felice Esposito Corcione, in termini pratici, voglia centrare l’obiettivo dello sviluppo della città, soprattutto alla luce delle pubblicizzate variazioni progettuali che hanno condotto, per l’appunto, all’approvazione di un primo stralcio suddiviso in tre zone.

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