Piantate pioppi per pulire la terra dai veleni

Anita Capasso

Piantate pioppi che liberano il territorio dall' inquinamento, assorbendo veleni. Stop all' indifferenza. Non lasciate soli chi ha reso questa utopia una realtà". A lanciare la" SOS e" il professore Stefano  Montanari, che dopo tante conferenze e sensibilizzazione sui temi ambientali appare scoraggiato dall' indifferenza generale verso la salvaguardia  della terra.

Montanari scrive:" C’era una area fortemente avvelenata a San Giuseppiello, Giugliano in Campania, terra dei fuochi. Poi c’era un progetto di bonifica, come tanti altri,  tanti milioni di euro, denaro pubblico. Ne sarebbe risultato un lavoro enorme, di asportazione di terra e veleno per portarlo chissà dove, con costi enormi. Bruttura su bruttura, devastazione su devastazione, distruzione su distruzione che avrebbe arricchito solo la camorra. Sappiamo che è così che funziona, la camorra inquina, la camorra si occupa delle bonifiche. Invece è successo che il commissario alle bonifiche ed un gruppo di studiosi della facoltà di agraria dell’Università di Napoli, coordinato dal prof. Massimo Fagnano ha realizzato un progetto differente, improntato all’attenzione ed alla cura della terra. E così nei terreni sequestrati ai clan, dov’erano stati sotterrati veleni e rifiuti industriali è stata attivata un’opera di recupero totalmente affidata alla tecnologia ed alla  Natura. Un intervento alternativo,  pulito, a basso costo: sono stati piantati 20.000 pioppi, le cui radici stanno assorbendo i metalli pesanti  in profondità. Il terreno è stato cosparso di compost arricchito con batteri capaci di metabolizzare gli idrocarburi. Il tutto è costato “solo” 900.000 euro rispetto ai molti milioni di euro che prevedeva il progetto iniziale. In questi anni gli alberi sono diventati un bel bosco,  sono ritornati gli animali selvatici  e gli uccelli, arrivano gli alunni delle scuole,   le macchine monitorano la diminuzione dei veleni,  un vero miracolo. Eppure l’area non è stata affidata, il commissario da qualche settimana è in pensione e la Regione Campania non ha ancora individuato né il successore né un organismo a cui affidare il bene bonificato. Intanto da qualche mese è  già cominciata la devastazione degli uffici e delle apparecchiature.

Un modello virtuoso, efficace ed efficiente, una sperimentazione ecosostenibile, un esempio di legalità  che si potrebbe replicare nelle mille terre avvelenate del nostro Paese rischia di essere dimenticato e, fatto gravissimo, di essere  distrutto e le persone che vi hanno lavorato lasciate sole ed  esposte. Persone che hanno avuto il coraggio di intraprendere percorsi differenti, di non utilizzare denaro pubblico per opere costose ed inutili, di occuparsi della nostra terra con cura per recuperare natura e bellezza".

Il professore vuole che si sappia questa storia per contagiare e spingere ad adottare queste misure green a tutela della salute. Nel mariglianese e nell' intero nolano ci sarebbe bisogno di urgenti misure in tal senso. 

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