Acerra, No al nuovo sito di stoccaggio dei rifiuti : la Giunta Lettieri contro la Regione Campania

Nicola Riccio

ACERRA – “ La Regione Campania con decreto dirigenziale n.85 del 2017 non curante dei rilievi ostativi espressi dal Comune in materia urbanistica, della normativa del D.P.R. 160/10 e s.m.i., bypassando la dovuta convocazione del Comune per l’emissione del necessario parere di sua competenza, emetteva l’autorizzazione”.

La Giunta comunale di Acerra ha deciso di impugnare il parere che la Regione ha rilasciato alla società Cisette srl per “realizzazione di un impianto per la messa in riserva, stoccaggio, recupero e smaltimento di rifiuti speciali non pericolosi e pericolosi in Loc. Pantano Zona Asi”.

Il Comune si costituirà contro la Regione Campania, con l’obiettivo di difendere le ragioni della Città di Acerra in sede giudiziaria, proponendo ricorso contro il Decreto della Regione Campania n. 85 del 2017 che ha espresso parere di compatibilità ambientale per il progetto proposto da Cisette s.r.l,

Netta la posizione del Comune contenuta nella Delibera di Giunta n.40 del 10 ottobre 2017: la Giunta comunale di Acerra riunita dal Sindaco Raffaele Lettieri, ha deciso di costituirsi contro la Regione Campania, di impugnare il Decreto dirigenziale della Regione che ha autorizzato il progetto di Cisertte s.r.l., dando mandato al Dirigente competente di predisporre tutti gli atti necessari alla costituzione in giudizio dell’Ente. L’atto giuntale nelle premesse cita la Deliberazione di Consiglio comunale n.42 del 12/12/2014 che chiedeva “alle Autorità competenti, tenuto conto delle condizioni ambientali del Comune di Acerra, l’adozione di un nuovo strumento di pianificazione generale e relativa norma di attuazione dell’Area di Sviluppo Industriale di Acerra che prevedesse unicamente l’insediamento di tipologie di industrie compatibili ed ecosostenibili, il tutto alla luce del carico ambientale complessivo sul territorio derivante  da diversi insediamenti industriali già presenti, con particolare riferimento agli impianti di trattamento, stoccaggio e smaltimento di rifiuti pericolosi e speciali, rispetto a ai quali si chiede un’interdizione definitiva”. 

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