Conflitto o mediazione, questo è il problema.

Alfredo Strocchia

Marigliano - Aperitivo politico

La politica nasce dalla contrapposizione amico - nemico e affonda in questo conflitto originario le sue radici più profonde. Senza conflitto non c’è politica, la quale è un evidente scontro di tornaconti differenti e contrapposti. È attorno all’idea di nemico che nasce una comunanza di interessi e di valori da difendere.

Ora che vi ho scritto cosa pensava e scriveva della politica uno dei suoi più grandi teorici, posso tranquillamente aggiungere che non sono affatto d’accordo. Lo so, ci vuole coraggio a dissentire, ma viva l’ottimismo. Del resto, non sono mica il solo a pensarla così. C’è una nutrita corrente di pensiero che porta avanti questa tesi, nonostante essa abbia non pochi bastoni tra le ruote.
Anzitutto, come già accennato in un precedente “aperitivo”, gli antichi greci ci hanno raccontato che la nostra cara buona vecchia politica non nacque per creare alcun conflitto, bensì fu partorita per risolvere annosi problemi di conflittualità attraverso una novità: la pace. Inoltre, chi va ripetendo in giro che la politica è conflitto, probabilmente, è proprio chi ha maggiore interesse nella prosecuzione dello stesso e ne parla con la retorica di chi intende perpetrarlo. Non c’è da meravigliarsi di questo, in qualunque epoca storica, nondimeno oggigiorno, c’è sempre stato qualcuno intento a procacciarsi consensi e follower costruendo nemici attraverso un odio interessato.

Visto che a me i conflitti non sono mai piaciuti, ho voglia di definire una politica che sia mediazione tra interessi divergenti, per il raggiungimento di un accordo comune, con cui massimizzare i benefici comuni o minimizzare i danni reciproci. Considerando che, di norma, ogni scontro alimenta uno scontro successivo, vorrei assistere ad una politica che disinneschi i problemi e non che li fomenti. Poiché le ostilità proprio non le digerisco, vorrei narrare di una politica che sia concorrenza, con mezzi diversi, verso un fine comune: la felicità.
Puoi pensare che sia un sognatore, di certo, non sono l’unico.

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