Marigliano, falcidiate le piante vicino alla cappella Sodano

Anita Capasso

MARIGLIANO -  Non c’è pace per il caro estinto. Sradicate tutte le piante ornamentali della cappella del giovane, Mario Sodano, morto nel fiore degli anni, ad appena vent'anni. Sono state sradicate palme, cicas  e tante altre essenze arboree senza pietà.

La sorella Maria Luisa, dopo anni e anni di attesa, con gli ultimi lavori, tre anni fa, era riuscita a tenere fede al giuramento fatto ai suoi genitori. Il papà e la madre  le avevano chiesto di dare a Mario una degna sepoltura, visto che in vita non erano riusciti a condividere con lui i percorsi naturali nella vita di ognuno.

Ieri mattina è stato massacrato tutto il verde, che come dice Foscolo nei Sepolcri, si nutriva delle lacrime di dolore. I cantieri infiniti hanno falcidiato ogni pianta.  Nel 2016, infatti, erano state consegnate le cappelle senza ultimare i lavori. Al posto delle piante deve essere costruito un marciapiede.

 La cosa grave denunciata da Maria Luisa Sodano è anche la disparità di trattamento. Dice che sono stati demoliti due alberi protetti mentre sulla tomba del fratello l'albero che mette a repentaglio l' integrità del loculo resta perché trattasi di specie monumentale.

 " Gli alberi demoliti erano come quello vicino alla mia cappella. Perché sono stati demoliti quei due alberi?". Dal Comune dicono che le sue piante non potevano essere istallate.

Marialuisa si difende e denuncia una serie di anomalie circa Il progetto.

Il  bando originario prevedeva, a piena decadenza della licenza, l’ avvio dei lavori entro 6 mesi e termine entro un anno dalla comunicazione dell‘avvio. Era previsto, in caso di edicole funerarie, la possibilità di costruire una nicchia per tumulazione ogni 2 mq edificabili;

Sono iniziati e terminati i lavori di alcune cappelle ed edicole, senza che fossero stati addebitati i sotto servizi (luce ed acqua);

Non era stato determinato, in modo univoco, il livello di partenza delle cappelle, indicato come primo gradino della chiesa madre, con  la conseguenza che le prime edificate hanno un altezza diversa rispetto a quelle costruite  successivamente;

Era previsto che fossero lasciati 50cm perimetrali fuori alle  strutture, cementate ma non rivestite, in modo che potesse essere costruito, a carico dell’ente, un percorso omogeneo di movimento tra le cappelle, mentre la gran parte hanno rivestito con marmo, piantato o lasciato con il terreno. Insomma una serie di anomalie e chi ne paga le conseguenze solo la cappella del giovane Mario tra il dolore immane della sorella Marialuisa. Un abbraccio Mario che possa arrivare fin lassù dove regna il sole e la giustizia.

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